La storia della torta caprese

Pubblicato da : | 0 Commenti | Il : 21 luglio 2013 | Categoria : Storia dei piatti

Torta caprese

La storia della gastronomia è ricca di piatti che nascono per caso o addirittura per errore, uno di questi è senza dubbio la torta caprese! Si racconta, infatti, che sia stata una creazione involontaria, o improvvisata, del pasticcere Carmine Di Fiore.


Sembra che, negli anni ’20, tre malavitosi americani giunsero a Capri per acquistare una partita di ghette per conto del celebre gangster Al Capone. E’ convinzione degli abitanti del luogo che Di Fiore stesse preparando per loro una torta alle mandorle e cioccolato. Non si sa se abbia dimenticato di aggiungere la farina all’impasto o se fosse semplicemente finita, sta di fatto che fece un impasto di uova, zucchero, burro, mandorle tritate e cioccolato fondente, senza lievito né farina, appunto. Dopo la cottura in forno il dolce si rivelò la prelibatezza che tutti conosciamo e Di Fiore prese a produrre la torta con regolarità, ottenendo subito grande successo.

Oggi la torta caprese è uno dei simboli della cucina isolana: il nome infatti ne richiama inevitabilmente le radici, ma anche gli ingredienti e il metodo di lavorazione fanno riassaporare, nel senso letterale del termine, la tradizione della cucina popolare, semplice, povera e genuina.

La torta caprese, diffusa oltre che a Capri anche nella Penisola Sorrentina e in Costiera Amalfitana, nel corso negli anni è stata riproposta in molte varianti. C’è chi, ad esempio, la arricchisce con gli amaretti o con le nocciole al posto delle mandorle, oppure la profuma con il limone, esaltando i profumi di un altro prodotto locale, il limoncello.

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Se andate a Capri, però, non dimenticate di specificare “torta” caprese, altrimenti vi serviranno la classica insalata di mozzarella, pomodori e basilico, che è pur sempre una bontà ma d’altra natura!

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